9. Soggetto perfetto

Eccoci finalmente giunti alla tanto attesa “puntatona” dedicata all’argomento modelle/i. Il discorso è ovviamente molto ampio e piuttosto complesso ma cercherò come al solito di soffermarmi, se pur brevemente, sugli aspetti che considero meno banali.

Prima di tutto il casting: croce e delizia di tutti i fotografi. Che le necessità ci obblighino ad effettuarlo solo on-line spulciando i numerosi siti a disposizione o che si abbia la possibilità di incontrare di persona tutti i candidati, invariabilmente dovremo prestare la massima attenzione. Sarebbe perfetto se ci organizzassimo in modo da scattare qualche foto a tutti i nostri soggetti in modo da rompere il ghiaccio e avere un’idea preliminare di come questi reagiscono davanti all’obbiettivo. Qualche scatto sarà più che sufficiente e non sarà nemmeno necessario tirare fuori tutta l’attrezzatura per accorgerci se stiamo prendendo la decisione giusta e in più avremo l’occasione di valutare con calma le alternative. Scegliere la persona “sbagliata” potrebbe compromettere tutto il nostro lavoro ancora prima di cominciare e, ancora peggio, non avremo modo di rimediare se non ricominciando tutto da zero!!! Per converso la persona “giusta” arricchirà il nostro progetto con la sua capacità interpretativa e la sua personalità… ed è proprio a questo risultato che dovremmo puntare. Prima ho deliberatamente messo le virgolette intorno alle parole “giusta” e “sbagliata” perché, sia chiaro, non si tratta di concetti assoluti quanto piuttosto di valutazioni relative al particolare lavoro che dobbiamo realizzare. Vien da sé che non potremo soffermarci al mero giudizio estetico e che la persona “sbagliata” per un progetto potrebbe essere quella perfetta per il successivo.

Cosa dovremo ricercare nei nostri soggetti allora???
Immagino che ogni fotografo abbia la sua personale risposta a questa domanda. Molto dipende dallo stile con cui conduciamo i nostri shooting: c’è chi preferisce ricostruire sul set pose ed espressioni preventivamente stabilite “a tavolino” e chi, come me, lascia ai modelli/e un po’ più di libertà interpretativa affidandosi all’ispirazione del momento (sia mia che loro). Personalmente mi trovo meglio dando la possibilità di contribuire alla caratterizzazione della scena che sto rappresentando in maniera personale, spontanea e quindi unica… ma, di nuovo, questo è il mio modo di lavorare e certamente potrebbe non essere condiviso da tutti. Fatto sta che i modelli dovranno trovarsi bene con il nostro “stile” ed è quindi facile capire perché sia consigliabile “mettere alla prova” ogni collaborazione prima del set.
Su come dirigere i soggetti durante uno shooting ci sono addirittura dei libri interi ma la considerazione generale che si può fare è che, come al solito, a prescindere da tutto non c’è il modo giusto ma solo quello che va bene per noi, almeno fintanto che sapremo mettere a loro agio i nostri soggetti.

Un altro importante aspetto da considerare è l’attitudine del nostro modello/a. Bisogna che sia in linea con il progetto, che gli/le interessi quello che vogliamo realizzare e che sia, come dire, nelle sue corde altrimenti lui/lei farà fatica a seguirci e noi comunque non riusciremo ad ottenere il meglio dal nostro set. Ovviamente ci sono professionisti a cui potremo chiedere qualsiasi cosa ma nella maggior parte dei casi un soggetto convinto e soddisfatto avrà una resa migliore davanti all’obbiettivo e lavorerà più serenamente. A proposito, un piccolo “trucco”: perché di tanto in tanto non mostriamo le foto che stiamo facendo direttamente dallo schermo della nostra reflex? Motiveremo i nostri modelli e il nostro staff facendoli sentire più coinvolti.

Per concludere qualche consiglio dell’ultimo minuto. Ricordiamoci sempre di:
– verificare “l’idoneità” del soggetto per il lavoro che dovrà svolgere. Per esempio informiamoci su eventuali allergie/fobie ad elementi presenti sulla location o ai cosmetici che dovremo usare e verifichiamo la presenza di tatuaggi o piercing che potrebbero stonare con quello che dobbiamo realizzare.

– iniziare lo shooting con qualche scatto di prova e quattro chiacchere per dare la possibilità al modello/a di mettersi a proprio agio, trovare la propria dimensione sul set, prendere la necessaria confidenza e acquisire quindi la giusta scioltezza.

– non indispensabile ma vivamente consigliato: portare un po’ di musica e magari qualcosa da mangiare per rendere l’ambiente di lavoro piacevole e l’atmosfera più rilassata.

Ho già parlato di “Fashion Time”, l’app per iPad per la quale abbiamo scattato le foto (alcune potete vederle nella gallery). Ebbene, il casting per quei set è stato particolarmente lungo e impegnativo perché i modelli dovevano sapersi adattare a diverse situazioni e atmosfere. In quell’occasione ho preferito invitarli a prendere un caffè con me e il mio staff e poi li ho fotografati in pieno centro uno per uno. Ho capito subito chi erano le persone giuste… e già che c’eravamo abbiamo anche mangiato qualche pasticcino!!!

Alla prossima puntata.

Ottaviano Moraca – 8-stops Photos – info@8stop.com

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1 Response

  1. 27 luglio 2016

    […] Aggiornamento: Nona Puntata – Preparazione (parte5) – 9. Soggetto […]

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