Carla D’Addato, quando la fotografia e’ professionalita’

_MG_8469“Per me la fotografia è un gioco professionale: un gioco perché mi offre la possibilità di essere libera e poter progettare un’immagine di me insieme con chi mi sta scattando. Professionale perché la serietà sul set non può mai mancare”. Parole di Carla D’Addato – in arte “CandyMou” – che a 43 anni continua a girare per l’Italia a caccia di nuove esperienze che le regalino altre emozioni. D’altronde lei è una fotomodella dal corpo che non passa inosservato e dalla parlantina giusta. Oltre al top e al pantaloncino a vita bassa, si nota a primo impatto un cervello fino. La sua vita lo testimonia: partita dalla Puglia e trasferitasi a Parma, ha dovuto vincere una malattia terribile prima di scegliere di cambiare la sua vita. L’ha aiutata la filosofia buddhista, l’hanno incoraggiata ad andare avanti quel crescendo di autostima che rivedere le sue fotografie le garantisce appagamento e soddisfazione. Impossibile non distinguerla dalla massa. Sarà anche per questo che Carla D’Addato guarda già oltre: un futuro nel mondo del burlesque e una sorta di “testamento” alle ragazze che si avvicinano alla fotografia. Con una raccomandazione: siate serie…

Professionalità prima di tutto…

Per me la fotografia è stata un gioco che mi ha permesso di esprimermi al meglio, ma è stata anche occasione di instaurare importanti rapporti umani con persone speciali. Sul set però mi sono distinta per serietà e professionalità: nel modo di ricercare le pose, nel feeling col fotografo, negli orari…

_MG_8259E anche nel fisico.

Siamo onesti: non tutte possono fare la fotomodella, perché dire il contrario? Certo, conta ciò che si sa interpretare davanti all’obbiettivo, ma è necessaria la cura di se stesse, del proprio sorriso, di un corpo che io ho forgiato ballando, facendo burlesque, lavorando in palestra. Sto attenta all’alimentazione, non manco di concedermi piaceri per il corpo e per la mente. Ma tutto… con intelligenza.

E questo poi si vede sul set

Io mi reputo una bimba esibizionista, a cui piace mettere in mostra ciò che di bello il mio corpo ha. E se un uomo mi guarda… questo non può che farmi piacere! Adoro le persone che vogliono scattare un selfie con me, mi fanno sentire bene!

La fotografia è diventata il tuo modo di esprimerti.

È successo tutto all’improvviso, dopo aver superato una malattia terribile e dopo aver deciso di riprendere il controllo della mia vita avvicinandomi al Buddhismo. Ma anche quello della fotografia è stato un percorso lento, calcolato. A 40 anni sono stata avvicinata quasi per caso da Luca Marenda, un fotografo professionista che avevo incontrato in occasione di un concerto. Mi propose di realizzare degli scatti, rifiutai ma… ormai avevo la pulce nell’orecchio. E di lì a poco ho realizzato il mio primo set.

_MG_8577Sensazioni?

Forse è quello che desideravo fare da un sacco di tempo, quindi emozioni fantastiche. Però, premetto: mi sentivo e mi sento innanzitutto bella dentro, il fuori è così effimero…  E allora alle ragazze che si avvicinano alla fotografia mi sento di dire che è necessaria una personalità forte per poter trasmettere qualcosa di importante, sul set come nella vita. Serve umiltà e carattere!

Elementi che ti contraddistinguono…

Un amico mi ha suggerito il mio nome d’arte, “Candymou”, che sintetizza la persona che sono. Caramellosa nella voce, nel corpo e nello sguardo, una dolcezza che può esprimere ogni stato d’animo. In questo momento sono in una fase introspettiva del mio percorso fotografico, mi piace scendere nel profondo e trasmettere ciò che ho dentro immortalandolo in uno scatto. Qualcosa di grandioso che la fotografia permette.

Hai parlato di percorso fotografico…

Perché per me è stato così. Ho iniziato condegli scatti con una fotografa che e’ diventata anche una cara amica poi mi sono aperta a tante collaborazioni che mi hanno portato in giro per tutta Italia.Ho cercato di capire quali generi mi permettevano di comunicare al meglio me stessa, ho imparato con umiltà il gergo fotografico, ho capito chi sono io davanti all’obbiettivo. Ho rispettato il mio lavoro principale e ho coltivato quello fotografico. Per correttezza devo precisare che ho avuto la fortuna di incontrare persone speciali come Luca Marenda e’ lui che mi ha insegnato la disciplina e la professionalita’ in questo sogno .ovvio non solo lui ma in lui ho trovato un professionista e un amico che se anche ti fa male le cose te le dice.E poi tutti coloro che mi hanno scattato  amici fotografi che mi hanno lasciato qualcosa e spero abbiano ricevuto da me. Grazie atutti.

Ph Luca Marenda 2Sempre e comunque, disciplina.

Quella è indispensabile, altrimenti ci si arena subito in questo mondo. A letto presto prima dello shooting, poco Photoshop e… sempre una storia da raccontare che sia intrisa di sogni, speranze, delusioni e pianti. Nella fotografia mi piace la bipolarità: ho forza erotica da sprigionare ma sono una cucciola determinata e fragile. Sono eclettica, mi piace la versatilità.

Parola d’ordine: sperimentare.

Rispetto ad una 20enne ho un vissuto maggiore, ho consapevolezza e padronanza del mio corpo e della mia femminilità più sviluppate, ho uno sguardo che trasmette ciò che la mia vita mi ha messo davanti. E mi piace sperimentare in ambito artistico. Ho partecipato ad un cortometraggio e mi sono buttata nel burlesque. E vorrei provare a suggerire alle nuove generazioni come avvicinarsi a questo mondo.

Un mondo che ti ha dato tanto.

Sì, al quale devo dire grazie. Grazie a tutti coloro che hanno contribuito a realizzare questo meraviglioso sogno, uno dei tanti, ma di sicuro il più importante.

 

Intervista a cura di Alberto

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1 Response

  1. Ferruccio ha detto:

    Condivido a pieno tutto quello che Carla a voluto dire ed esprimere con le fotografie io sono diventato un suo fans avendo un amica in comune
    E devo dire di averla vista crescere professionalmente nei suoi scatti trovo un sex apil molto alto complimenti davvero continua così fai quello che ti piace e divertiti !
    Tutto questo lo riesce a trasmettere nei suoi scatti

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