Sara Kostner e la fotografia, quella “strana” coppia

Per lei, “aver qualcosa da raccontare” è tutto nella fotografia. D’accordo il fisico, d’accordo le pose, d’accordo anche un pizzico di sensualità che non manca. Ma quello che davvero fa la differenza davanti all’obbiettivo, è quella maturità che si acquisisce solo col passare degli anni, quell’esperienza che permette di interpretare una posa con la mente prima ancora che col corpo. Ecco perché quella di Sara Kostner è una storia intrigante tutta da raccontare. Lei, a 39 anni di età e un fisico che è tutta una delizia da osservare, ha deciso di buttarsi sul set e diventare una fotomodella. “Perché ho scelto di farlo oggi? Semplice: volevo far sparire la timidezza dal mio corpo e sentivo di avere la maturità giusta per farlo”. Risposta esatta, se è vero che nel giro di un paio di mesi è stata protagonista di tanti shooting inediti ed è richiestissima anche nei mesi futuri. Eppure, Sara Kostner rimane la donna della porta accanto, a cui non piace finire al centro dell’attenzione, restia ai social network, legata alla sua vita privata. Poi, sul set è tutt’altra persona. Le piace osare e sperimentare, il nudo la fa sentire più a suo agio che vestita, interpretare la sensualità è diventata per lei una piacevole compagnia. Uno straordinario racconto con un finale a sorpresa. Perché Sara si immagina dall’altra parte della barricata, ad immortalare lei con la macchina fotografica attimi di infinita bellezza. Insomma, datele tempo e non vi deluderà: la strada per diventare fotomodella – e magari fotografa – è appena iniziata ma non vi deluderà.

Riavvolgiamo il nastro: Sara Kostner e la fotografia, una strana… coppia.

È vero, era difficile immaginarlo. Nella vita sono una promoter, abito alle porte di Bologna anche se sono nata a Milano. E… tutto ciò che ho fatto nella vita privata, l’ho fatto senza alcun rimpianto. Insomma, mai avrei pensato che alcuni mesi fa sarei entrata in contatto con la fotografia…

Ed invece, è accaduto.

Diciamo che la fotografia ha bussato alla porta della mia vita due volte. La prima attraverso un fotografo che mi ha notato in una fiera, dicendomi che secondo lui sarei stata l’ideale per questo mondo. Non ci ho creduto e ho lasciato perdere.

Poi, però…

Un altro fotografo mi ha chiesto di posare… e a quel punto ho iniziato davvero a farmi domande. Perché mai in due nel giro di poche settimane mi avevano rivolto la stessa proposta? A quel punto, ho deciso di buttarmi. Anche perché, avevo una sfida da vincere con me stessa.

Quale?

Quella di superare le timidezze del mio corpo, e a 39 anni avevo la giusta maturità per farcela.

Com’è stata la prima volta?

Assolutamente straordinaria. Ho iniziato il set e già mi sentivo a mio agio. Merito del fotografo, del contesto, di una collaborazione che poi è proseguita del tempo. E il risultato finale ha stupito tutti… fotografi compresi! Perché i miei scatti sui social sono piaciuti, il mio corpo e il mio viso hanno affascinato. E io da quel momento ho iniziato per migliorarmi sempre più.

Da allora la tua carriera è decollata.

Diciamo che da allora mi sono buttata, ho scattato per set molto diversi fra loro, passando dal casual al nudo artistico. Ho girato l’Italia, ho incontrato fotografi fantastici e con ciascuno di loro ho capito come valorizzarmi al meglio. E posso dire di aver scattato delle foto davvero curiose.

Facciamo una rapida rassegna: quale la più… bella, a tuo giudizio?

Forse una delle primissime di nudo artistico, frontale con le mani che mi coprono. Suggestiva per la posa e per il gioco di luci che si è formata. Ma adoro anche un primo piano realizzato nel bel mezzo della natura…

Quale quella più particolare?

Una scattata all’interno di una costruzione abbandonata, in cui giocavo col mio corpo mentre tutto attorno a me giravano animali davvero strani…

Quale quella più carica di sensualità?

Forse quelle in cui il mio sguardo trasmette erotismo. Perché anche se il nudo non mi crea alcun problema, mi piace l’idea di catturare lo sguardo con i miei occhi, una delle parti di me che preferisco. Anche se i miei fan ed i miei fotografi dicono che anche il lato B non è niente male…

C’è una foto che vorresti fare?

In un’atmosfera gotica, dove potrei interpretare il ruolo di dark-woman. O magari un set con un trucco così estremo da deformare i miei tratti con una deformazione futuristica.

Tu sei una donna esibizionista?

No, tutto il contrario. Non mi piace apparire, se mi vedeste in strada non immaginereste che quella in foto… sono proprio io! Ma sul set la differenza la fa il vissuto: io ho qualcosa da raccontare in ogni set, ho l’età giusta per avere un passato che mi aiuti nel gestire lo sguardo e il fisico.

Cosa ti piacerebbe sperimentare in campo fotografico?

Prima di tutto vorrei davvero conoscere la fotografia in tutte le sue pieghe, evitare tutto ciò che mi imbriglia e mi ingabbia… questi generi non fanno per me. Io voglio essere libera di agire sul set e di valorizzare la mia esperienza. E, in più, voglio chiedere scusa alla fotografia…

Perché?

Perché in passato non l’ho mai reputata una forma d’arte con la “a” maiuscola. Adesso che ne sono dentro, devo ricredermi.

Cosa pensi che generino le tue foto?

Sicuramente curiosità e raffinatezza, la volgarità non fa parte di me e dei miei scatti. E poi fanno capire che dietro quello scatto c’è una persona che ha vissuto e capito meglio se stessa. Ed ora è disponibile per farsi immortalare in attimi di sublime estetica.

C’è qualcuno a cui devi dire grazie?

A tutti quelli che hanno creduto in me, a chi da me è riuscito a tirare fuori il massimo. E a chi mi ha reso consapevole della persona che sono…

Dove ti vedi in futuro?

Forse… fotografa! Dall’altra parte della barricata, ad immortalare attimi. Vedremo se ce la farò. Ah, un’ultima cosa…

Quale?

Un messaggio alle ragazze giovani: di non farsi ingolosire dai soldi, di scattare sempre con passione, di unire la mente al fisico. E di avere sempre un motivo per far foto, così da raccontare una storia nel set…

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